Pubblicazioni

classe creativa

Autori

Romano Francesco

Il fantasma dell’opera. Amenità culturali e distribuzione geografica del capitale umano e della classe creativa

In questo lavoro viene analizzato in che misura la presenza storica di cultural amenities influenza la distribuzione geografica di capitale umano e di classe creativa in Italia. All’interno di questi esperimenti, sono stati individuati i teatri d’opera edificati tra il ‘600 e l’800, in quanto hanno rappresentato nella storia italiana un’eccezionale testimonianza di prestigio culturale. Dal punto di vista metodologico si tratta di una replica dello studio empirico che Falck et al. hanno svolto in Germania.
Prima di ciò, viene affrontato un dibattito in cui sono trattate le nozioni di capitale umano e classe creativa secondo autori illustri come Glaeser, Florida e Scott. L’obiettivo è quello di capire l’effetto di prossimità dei teatri lirici alla concentrazione spaziale di capitale umano e classe creativa. Attraverso dei modelli di regressione multipla, è stato osservato che la prossimità ad un teatro dell’opera influenza in modo significativo la quota di equilibrio spaziale di capitale umano.
Come nel caso tedesco, l’importanza nel considerare la presenza di attività teatrali durante i due secoli nasce anche dal fatto che in Italia la natura stessa dei teatri e della produzione lirica ha assunto una notevole importanza non solo a livello economico ma anche a livello culturale, rappresentando quindi un certo benessere sociale (Bianconi, 1993). Inoltre, a quell’epoca i teatri costituivano delle realtà in cui i giovani artisti e musicisti potevano formarsi, aumentando in tal modo il tasso di istruzione. Ancora oggi, i teatri storici dell’Italia, tra cui quelli attivi durante il ‘600 e il ‘700, costituiscono dei contesti di alta formazione per gli artisti della musica e dello spettacolo.
Per testare l’unicità del modello, sono stati effettuati altri esperimenti regredendo la vicinanza ad un’università storica e ad una principale città che si è distinta in ambito politico e si è osservato come questi fattori storici influenzano anche la concentrazione di capitale umano e classe creativa.

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Autori

Borrione Paola | Pazzola Giangavino | Ricuperati Gianluigi | Segre Giovanna

Collana

Compagnia di San Paolo

Analisi dei progetti partecipanti al Bando ORA!

L’analisi effettuata sulle candidature al Bando ORA!, è frutto di un gruppo di lavoro esteso, che ha coinvolto lo scrittore Gianluigi Ricuperati e i ricercatori del Centro Studi Silvia Santagata –EBLA in un ricco e fecondo processo di dialogo e confronto con l’Area Innovazione Culturale della Compagnia di San Paolo. Lo studio è stato svolto in connessione con le altre azioni realizzate durante il percorso del Bando: questo ha permesso di capitalizzare le informazioni raccolte per costruire i nuovi internet, in un modello di apprendimento data-driven.

Il lavoro consta di tre parti principali: nella prima vengono analizzati i soggetti partecipanti al Bando e i progetti presentati; la seconda parte ospita due riflessioni, a firma di Gianluigi Ricuperati e Giovanna Segre, rispetto alle prospettive di lavoro di Compagnia di San Paolo al fine di sostenere i soggetti e le organizzazioni che si candidano a produrre cultura; la terza e ultima parte, infine, accoglie due contributi di approfondimento di quelle che per il Bando ORA! sono due delle tematiche principali attorno alle quali si richiedeva la riflessione dei partecipanti, quella della crossdisciplinarietà, a firma di Giangavino Pazzola e quella dell’utilizzo delle nuove tecnologie nell’ambito della produzione culturale a firma di Paola Borrione.

La ricerca completa può essere scaricata dalla sezione del sito di Compagnia di San Paolo dedicata al Bando ORA! tramite il link che segue.

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Cultural Landascape

Autori

Tan Regina Coeli

Perspectives on Cultural Landscapes. The Case of the Rice Terraces of the Philippine Cordilleras

The World Heritage Committee in its 16th session, inscribed Cultural Landscapes, characterizing those mixed type of heritages which neither had purely natural nor purely cultural properties, as an option to be included in the World Heritage Lists thus spearheading the proliferation of studies from states, specialists and academics on the different aspects surrounding the concept. Amidst the increased popularity however, some cultural landscapes remain in the brink of danger and loss of culture. Based from the cultural economics approach, this study firstly provides an overview on economic valuation methodologies revealing possible limitations not considered from within the discipline as non-use and cultural values that form part of the regenerative properties of the site. Following this, the research then draws from multi-disciplinary studies with emphasis on the growing literature on cultural commons to provide perspectives on the role of the said values to sustainability. The study then culminates on a case of the Rice Terraces of the Philippines Cordilleras to provide real-life application of findings.

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Local Economic Development Plan

Autori

Bertacchini Enrico | Re Alessio

Port Louis 2030 Investing in the city’s cultural assets. The Local Economic Development Plan for Port Louis/Mauritius

The main target area to which is directed the Local Economic Development Plan is the city center of Port Louis.
This area, which extends beyond the currently defined buffer zones of the UNESCO World Heritage property, has been selected in accordance with the application of the principles of UNESCO Historic Urban Landscape recommendation.

Applying this recommendation to the context of the city of Port Louis means to propose an integrated vision of the historic urban landscape of the city that necessarily goes beyond the Aapravasi Ghat UNESCO World Heritage Property and its Buffer
Zones as the whole area comprises surroundings that are rich of development potential and heritage significance. They include the waterfront area with the modern Caudan Waterfront, the Company Garden, the historical and vibrant Central Market, China Town, the Citadel, and possibly the highest concentration of sites and buildings with historical
and architectural value.

The objective of the LED Plan is to foster economic development in line with the concerns of the local community regarding heritage properties of the city of Port Louis, and to offer opportunities for the consolidation and the development of economic activities in the city area. The goal is also to consolidate and improve the existing framework by directing development towards the preservation, enhancement and adaptive reuse of heritage while diminishing the threat of its demolition and degradation.

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Torino e le Alpi

Autori

Meneghin Erica | Micheli Marco Andrea

Il Programma Torino e le Alpi

Il presente rapporto è  un lavoro di sintesi di ciò che è stato realizzato nei tre anni di vita del Programma Torino e le Alpi di Compagnia di San Paolo e di analisi critica del raggiungimento degli obiettivi preposti con lo scopo di individuare alcuni indirizzi per uno sviluppo futuro.

Lo spopolamento delle montagne

Il rapporto dualistico città – montagna  da oramai decenni si configura come uno dei macro problemi con cui la società, in particolare quella alpina, deve interfacciarsi. A partire dagli anni ’60, le Alpi si sono rese protagoniste del cosiddetto “fenomeno dello spopolamento”, registrando un forte esodo dalle aree rurali (montagna, collina e campagna) a favore di un costante e sempre maggiore avvicinamento ai grandi centri urbani. Le aree maggiormente colpite sono state le Alpi Occidentali italiane, francesi, Ticinesi e parte delle Alpi Orientali (friulane e venete in particolare).

La principale causa (economica, perché oggettivamente dimostrabile) individuata di tale fenomeno è il basso livello di infrastrutturazione delle Terre Alte. Vi è infatti un legame molto stretto tra livello di infrastrutturazione del territorio e declino della popolazione che vive in montagna: quanto è minore la dotazione infrastrutturale di un territorio, tanto maggiore sarà il disagio della vita quotidiana e perciò la spinta a lasciare le aree montane e a trasferirsi in pianura, o in collina.

Il caso del Piemonte

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Autori

Porta Andrea | Re Alessio

La Riserva della Biosfera Transfrontaliera del Monviso

Il presente Quaderno poggia le basi su quanto studiato e analizzato nel Libro bianco sulla creatività (Santagata, 2009) e successivamente in Atmosfera Creativa (2012); il modello di sviluppo italiano basato su cultura e creatività proposto da Santagata individua nel Patrimonio storico e artistico, nelle industrie della cultura materiale e nelle industrie del contenuto e dell’informazione i tre pilastri dello sviluppo economico italiano. Ad ognuno di questi corrispondono determinati settori (12 in totale) ai quali si ritiene opportuno aggiungerne un tredicesimo, il turismo culturale, intrinsecamente legato ai settori individuati da Santagata e importante per comprendere il modello di sviluppo italiano.

In questo contesto il caso della Riserva della Biosfera Transfrontaliera del Monviso risulta essere piuttosto interessante, poiché rappresenta un utile esempio di applicazione del modello di Atmosfera creativa in un contesto territoriale prevalentemente rurale. Per questo motivo, a patrimonio storico artistico, cultura materiale e turismo, si aggiunge il settore legato all’ambiente e alle energie rinnovabili. Quest’ultimo è infatti espressione fondamentale del contesto di riferimento, fondato sulle relazioni tra uomo e caratteristiche dell’ambiente in cui opera.

La Riserva della Biosfera Transfrontaliera del Monviso è costituita da un’area che attraversa i confini di Francia e Italia: da un lato comprende il Parco del Monviso (ex Parco del Po cuneese), dall’altro, per la parte francese, il Parc Naturel Régional du Queyras. Il territorio, che si articola tra i 450 m slm e i 3841 m slm della vetta del Monviso, rappresenta un continuum geografico ed ecosistemico di aree protette attorno al Monviso, che comprende le sorgenti e il primo corso del fiume Po in Italia e un circo glaciale circondato da fondovalle in Francia, allargandosi fino alle aree di collina che circondano il monte sui due versanti.

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Segre Giovanna | Villosio Claudia

Employment in the Creative and Cultural Sectors. Evidence from a sample of European countries.

According to the UNESCO Institute for Statistics, understanding the contribution of cultural employment to the economy is vital. Without appropriate methods of measurement and reliable statistics, countries lack the tools necessary to evaluate the extent and characteristics of cultural employment in a comparable way (UNESCO, 2009). Nevertheless, the statistical analysis of employment in the creative and cultural (CC) sectors and, even more so, any attempt of its international comparison, are fairly underdeveloped. The aim of this study is to fill this knowledge gap with the available statistics. Even given a framework of limited available data, some interesting information and measures about cultural employment in the European Union (EU) can be highlighted. Bearing in mind that the statistical description also represents an essential base of discussion with key institutional actors in the eld and to derive recommendations aimed to promote employment and professional development in the cultural sector, this research can help identify the essential terms for a fruitful debate in the academic eld and in the policy makers’ agenda.

Generally, the economic and social values of the CC sectors are largely underestimated:

Due to the sectors’ speci cities, culture and creativity is often embedded in manufactured products (design in a garment or a car) or in popular new media services (digital delivery platforms making available creative ‘content’ such as music, games or lms); creative enterprises or cultural entrepreneurs are not satisfactorily captured by statistical tools due to their size, the project-based nature of their activities or their social value (a major feature of cultural activities) (KEA, 2015 pag. 5).

By looking at the International Standard Classi cation of Occupations 2008 (ISCO-08) database, we are partially able to overcome these limits and can add significant information to the literature on the CC economy.

Section 2 identifies the best definition for outlining the sectors to estimate employment in the CC occupations (CCOs). Section 3 explains the choice of the five EU countries to which the analysis is applied: France, Germany, Italy, Spain, and the United Kingdom. Sections 4 to 12 presents and discusses the results. In Section 13 some conclusions are sketched.

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UNESCO clusters

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Re Alessio

UNESCO Clusters. Towards an integrated management perspective for multiple designated areas

The work UNESCO Clusters has been presented at the second edition of the “International Academy on Sustainable Development – Capacity building workshop on managing Multiple Designated Areas related to UNESCO Conventions and Programmes for Sustainable Development” (Torino, 1-6 December 2016), and it includes some of the insights presented and inputs emerged during recent working sessions on UNESCO designations management models, including the workshop “Unveling the unexplored potential of Biosphere Reserves in the Mediterranean” (Chania, Crete, October 2016).

Its scope is to explore innovative and efficient models for an integrated management of territories having multiple designations according to different UNESCO Conventions and Programs, and to stimulate the debate among interested stakeholders, starting from site managers, to boost new strategies and find new possible resources for supporting UNESCO designated areas towards the sustainable development goals, as they are defined by the UN 2030 Agenda for Sustainable Development “Transforming our world”. Being a critical issue in many countries and territories, special attention is paid to the economic dimension of sustainability.

The proposed contents area based on the research programs of Centro Studi Silvia Santagata- EBLA. Key references are assumed in the current scientific literature on cultural economics and in the main UNESCO documents related to sustainable development.

The first chapter can be downloaded, ask for full publication.

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Parco e Palazzina di Caccia di Stupinigi

Autori

Re Alessio

Parco e Palazzina di Caccia di Stupinigi – Quaderno di ricerca

Il Quaderno di Ricerca “Parco e Palazzina di Caccia di Stupinigi” fa parte della collana “Cultura=Capitale” concepita e realizzata dal Centro Studi Silvia Santagata – EBLA.

La pubblicazione intende analizzare diversi casi offrendo, per ciascuno di essi, una prima parte di analisi di scenario necessaria per inquadrare e contestualizzare il bene culturale o naturale preso in esame, una seconda parte utile a metterne in luce i settori culturali e creativi individuati e, infine, una terza parte che, tenendo in considerazione il territorio e non più solo il singolo bene, offre spunti, suggerimenti e riflessioni su possibili scenari di sviluppo fondati sul networking tra gli stakeholders individuati.

La seconda parte del lavoro trae il suo fondamento da numerosi, per quanto relativamente recenti, studi internazionali pubblicati da diversi organismi (KEA European Affairs, DCMS, WIPO, UNCTAD, UNESCO), che, mediamente, individuano dai 10 ai 15 settori culturali e creativi, variabili in funzione del contesto. Il testo di riferimento più efficace nel tracciare un modello interpretativo utile a definire il senso sottostante la gran parte delle classificazioni proposte per i diversi settori è quello definito da David Throsby nel suo articolo del 2008, “The concentric circles model of the cultural industries”. Throsby propone una suddivisione economico-politica del campo culturale in cerchi concentrici dove al centro hanno sede le arti propriamente dette (arti visive, letteratura, musica, spettacolo) mentre nei cerchi più esterni sono indicate le industrie culturali e creative a contenuto via via decrescente di creatività.

Il presente Quaderno poggia le basi su quanto studiato e analizzato nel Libro bianco sulla creatività (Santagata, 2009); il modello di sviluppo italiano basato su cultura e creatività proposto da Santagata individua nel Patrimonio storico e artistico, nelle industrie della cultura materiale e nelle industrie del contenuto e dell’informazione i tre pilastri dello sviluppo economico italiano. Ad ognuno di questi corrispondono determinati settori (12 in totale) ai quali si ritiene opportuno aggiungerne un tredicesimo, il turismo culturale, intrinsecamente legato ai settori individuati da Santagata e importante per comprendere il modello di sviluppo italiano.

Altra novità rispetto al Libro bianco risiede nell’approfondimento in termini di sistema dei settori analizzati. Il modello di Atmosfera Creativa così individuato intende spiegare i tre pilastri nella loro funzione di sistemi creativi, dove ciò che conta è la relazione tra i diversi settori e non più soltanto l’analisi dei singoli.

Per quanto riguarda il Parco e Palazzina di Caccia di Stupinigi, l’analisi si è concentrata sulle attività produttive avviate negli anni recenti all’interno dell’Area Protetta del Parco e sulla Palazzina e le mostre/attività svolte al suo interno.

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